SEO: cos’è la SEO e a cosa serve per il tuo sito web (Guida)

SEO

Ciao a tutti ragazzi e benvenuti su ServiziWP, oggi in questa guida parleremo di SEO.

Se ti stai chiedendo cosa serve per posizionare il tuo sito web nelle pagine dei motori di ricerca, e quale sono le pratiche e le ottimizzazioni da fare per il tuo sito web questa guida è quello che fa per te.

In questa guida ti spiego passo passo quali sono i punti principali della SEO e quali fattori devi prendere in considerazione per iniziare a ottimizzare e posizionare il tuo sito web.

Per saperne di più continua a leggere questa guida.

Cosa significa SEO?

SEO, acronimo di Search Engine Optimization, indica l’ottimizzazione dei contenuti sui motori di ricerca. Nello specifico, si tratta di una branca del digital marketing, il cui scopo primario consiste nell’apportare importanti miglioramenti alla posizione delle pagine web di un sito internet.

Ci si riferisce, però, solo ed esclusivamente al posizionamento naturale e ai risultati organici e non a quelli sponsorizzati.

In ottica SEO, ci sono moltissime pratiche che coinvolgono vari aspetti di un sito internet: l’ottimizzazione della sua struttura, del codice HTML, dei post e della gestione dei link in entrata o in uscita sono esempi calzanti al riguardo.

Visto che Google è il motore di ricerca per antonomasia, gran parte delle attività SEO sono focalizzate sull’analisi dell’algoritmo di Google e dei suoi frequenti aggiornamenti.

Chi si occupa di SEO, quindi, deve essere in grado di rendere i siti internet e i contenuti più graditi agli utenti che navigano in Rete e, al tempo stesso, più appetibili ai motori di ricerca. Google in primis.

Un esempio concreto su come funziona la SEO può essere molto utile.

Supponiamo che stai cercando su internet informazioni su un bed and breakfast a Roma.

Nella ricerca, ti aspetti di trovare risultati pertinenti che, oltre a segnalarti alcune strutture, ti diano una panoramica ben chiara sulla tipologia di camera, sui costi del pernottamento, sulla posizione e sulla distanza dai punti di interesse della Capitale.

Fare SEO, pertanto, vuol dire mettere a punto contenuto pertinenti che con le giuste parole chiave forniscano ai lettori le informazioni che stanno ricercando.

I link, sotto certi aspetti, possono essere paragonati a delle vere e proprie autostrade del web, perché favoriscono gli spostamenti da una sezione all’altra del sito stesso, ma anche da un portale all’altro.

Ne consegue, pertanto, che un sito internet che può contare su molti link di rimando, avrà maggiori probabilità di poter contare su traffico online qualificato.

Chi si connette lì, infatti, sa già cosa cerca.

Fare SEO vuol dire poter contare su un numero sufficiente di backlink, ossia di link di rimando, meglio se provenienti da siti internet, forum, community e profili social autorevoli e, soprattutto, pertinenti con la tematica centrale o con il core business relativo.

SEO: ottimizzazione motori di ricerca a cosa serve?

Dopo aver visto che cosa significa SEO, vediamo a cosa serve l’ottimizzazione sui motori di ricerca. In questo ambito, un ruolo determinante spetta di diritto ai contenuti, considerati come la componente principale della SEO.

Google e i vari motori di ricerca si sono evoluti costantemente nel corso degli ultimi anni, al punto da essere in grado di interpretare il significato delle query degli utenti che navigano sul web.

La massima “Content is king”, attribuita a Bill Gates nel 1996, è oggi più che mai una colonna portante della S.E.O.

Contenuti di eccelsa qualità, originali, unici creano valore aggiunto e destano l’interesse di chi li legge, perché appaiono utili, in quanto possono rappresentare una soluzione concreta a un problema oppure il reperimento di informazioni specifiche su un determinato tema.

Un sito con contenuti degni di nota consente l’ottenimento di un posizionamento migliore sui motori di ricerca.

Cosa importante: gli aggiornamenti devono essere periodici.

Le sezioni vanno continuamente attualizzate con articoli dedicati ai prodotti o ai servizi offerti.

Stesso discorso per le immagini e per i video che devono essere in alta risoluzione, al fine di catturare l’attenzione dei visitatori, i quali vanno invogliati a cliccare sui link che rimandano a nuovi contenuti.

Di converso, un sito scarsamente aggiornato, oltre a non essere di certo un bel biglietto da visita, non consentirà mai di scalare posizioni all’interno della SERP.

Anzi, a lungo andare, in base alle keyword digitate nelle interrogazioni di ricerca, si registrerà inevitabilmente la perdita di posizioni.

Arrivare nelle prime pagine dei motori di ricerca è molto importante, perché si ha più visibilità. Difficilmente, a seguito di una query, chi naviga online va oltre la seconda pagina dei risultati.

Celebre è la massima “Il miglior posto dove nascondere un cadavere è la seconda pagina di Google”. Chiaramente, l’aspirazione alla prima pagina di Google è cosa valida per tutti, dai blogger a coloro che fanno e-commerce, dalle imprese ai liberi professionisti. Tuttavia, il raggiungimento dell’obiettivo in oggetto è per pochi.

Il motivo di fondo è che occorre saper intercettare al meglio le giuste parole chiave e fare un lavoro SEO continuativo nel corso del tempo. Impegno, dedizione, know-how e un certo budget possono rivelarsi decisivi.

Per comprendere la logica SEO significato Wikipedia è un ottimo esempio. Hai mai notato che digitando una parola chiave su Google, molto spesso è proprio l’enciclopedia libera a comparire in prima posizione sui motori di ricerca?

Il motivo di fondo va ricercato nella qualità eccelsa dei contenuti e soprattutto negli aggiornamenti periodici portati a termine con regolarità dagli iscritti.

Per ottenere posizionamenti importanti, l’originalità conta molto. Mai copiare. Google è in grado di riconoscere i contenuti copiati da altre fonti e qualora ciò si verificasse, le penalizzazioni sono drastiche.

La perdita di posizioni ne è logica conseguenza. Nell’ottica di testi ben realizzati e costantemente aggiornati, i SEO specialist consigliano sempre di ricorrere a un blog integrato: non c’è infatti opzione migliore per scrivere contenuti di qualità. E i backlink che rimandano al sito ne rafforzano l’autorevolezza.

Per poter godere di un ottimo posizionamento, il testo deve contenere un buon numero di keyword, collocate in maniera naturale e non artefatte. Quando scrivi un contenuto, immagina come gli utenti della Rete potrebbero trovarlo sui motori di ricerca.

Ecco perché le parole chiave vanno dosate con cura. Ovviamente, il troppo stroppia anche in questo caso: utilizzarle in modo scriteriato ed eccessivo comporta una sovra-ottimizzazione del testo e una logica penalizzazione.

Sono anni che Google ha risolto il problema noto come keyword stuffing: in passato, dato che l’algoritmo non era così evoluto, un utilizzo eccessivo di parole chiave permetteva di scalare posizioni. Oggi, invece, si ottiene l’effetto antitetico, perché la user experience verrebbe svalutata.

Infine, in ottica di ottimizzazione per i motori di ricerca, molto importante è la formattazione del testo: a seguito di un’interrogazione di ricerca, l’utente si collega al sito internet che reputa più in linea a ciò che ha digitato.

I primi 7 secondi sono di fondamentale importanza per decidere la sua permanenza: se leggerà le parole chiave da lui cercate nel testo, perché crederà di aver trovato ciò che vuole, allora rimarrà.

In caso contrario, uscirà dal sito e difficilmente ci ritornerà.

Così, un blogger, se avesse curato meglio i contenuti, avrebbe potuto forse contare su un follower in più.

Un’azienda che fa e-commerce, se avesse lavorato meglio sulle descrizioni delle schede prodotto, avrebbe potuto concludere più transazioni. E invece, il diretto interessato le informazioni o i prodotti li va a trovare altrove. Presso la concorrenza.

Siccome sul web va di moda la lettura accelerata, visto che il tempo a disposizione scarseggia, è bene evidenziare in grassetto le parole chiave, dividere il testo in paragrafi in H2 e in sotto-paragrafi in H3 (anche qui andranno riportate le keyword) e ricorrere a un titolo a effetto, non sensazionalistico, ma coerente con il tema trattato. L’utente va invogliato a cliccare.

In definitiva, la SEO copywriting gioca un ruolo determinante della SEO internet: si tratta, d’altronde, di combinare le buone regole di scrittura con i principali elementi di ottimizzazione sui motori di ricerca.

SEO on page di cosa si tratta?

Dopo aver analizzato la Search Engine Optimization, è la volta della SEO on page. Che cos’è? L’aspetto più importante dell’intera SEO optimization. Il suo scopo principale è incentrato sul miglioramento del posizionamento delle pagine web di un sito internet sui motori di ricerca. Il tutto, naturalmente, tenendo conto dell’impiego delle parole chiave adottate.

Più precisamente, sulla base delle keyword inserite manualmente dall’utente in una query, si mira a centrare appieno i suoi intenti di ricerca. Tenere conto dei sinonimo e delle parole chiave correlate è perciò di importanza considerevole, affinché si possa ugualmente soddisfare i suoi fini, anche se si è magari scritto un singolare invece di un plurale.

Molto importanti, sempre in termini di SEO on page sono anche concetti come l’ottimizzazione delle immagini, soprattutto a livello di risoluzione e di codice. Per permettere il caricamento veloce delle pagine web, le foto inserite nel sito non devono essere particolarmente pesanti.

Se l’accesso ai contenuti viene rallentato, l’utente cerca prodotti e informazioni altrove. Analogamente, per ognuna delle immagini inserite, l’attributo “Alt” va valorizzato al meglio. In questo modo, infatti, Google e gli altri motori di ricerca riescono a comprendere cosa è raffigurato. Insomma, si tratta di una questione di una certa rilevanza per ciò che concerne il posizionamento.

SEO on site a cosa serve?

La SEO on site comprende le varie tecniche relative all’ottimizzazione di un sito internet in ognuno dei suoi elementi generali, fondamentali ai fini della validità delle pagine web che lo compongono. Le prestazioni, la sicurezza e l’usabilità da postazioni multimediali fisse, come pc desktop e laptop, o da dispositivi mobili, come tablet e smartphone, sono alcuni dei suoi punti chiave.

La SEO on site riguarda vari passaggi di natura tecnica: il servizio di hosting che ospita il portale o il CMS adottato in fase di realizzazione ne sono esempi evidenti.

Si tratta di attività che, a differenza di quelle SEO off site, avvengono tutte all’interno del sito internet. Lo scopo è quello di migliorare il sito in termini di autorevolezza e di ranking su Google e sui motori di ricerca. Più l’autorevolezza sarà evidente, tanto più il posizionamento ne trarrà giovamento.

Local SEO perché è importante?

La local SEO riveste un’importanza considerevole nel mondo del business. Si tratta di una pratica valida per ottimizzare la presenza online e la visibilità su Google e sui motori di ricerca, rimanendo in ambito locale. Perché è importante? Secondo numerosi autorevoli studi, poco meno della metà di ricerche su Google sono focalizzate su imprese locali.

Andando indietro negli anni, infatti, Forbes constato come il 95% di chi naviga online utilizza i dispositivi per effettuare ricerche locali. Numeri alla mano, il 61% chiama l’azienda (si pensi alla prenotazione di un ristorante o alla richiesta di un preventivo per un servizio di riparazioni domestiche) e il 59% si è poi collegato al portale dell’imprese.

Riuscire a ricoprire a livello locale una posizione privilegiata nel settore in cui opera, è davvero un importante vantaggio competitivo per un’impresa. Una campagna di local SEO risulta decisiva per approdare al riquadro in cima alla pagina di ricerca insieme alla mappa e al celebre puntino rosso. Si ottengono così molti più click rispetto alla media.

In ambito SEO, per numerose attività, come alberghi, bar, ristoranti, idraulici, elettricisti, meccanici, fabbri, barbieri, parrucchieri, palestre, centri fitness, negozi, centri massaggi, studi medici, dentisti, notai, avvocati, fiscalisti, la partita SEO si gioca a livello locale.

Puntarci è imprescindibile e senza un sito web ben realizzato, non si va proprio da nessuna parte. Ogni giorno, numerose sono le interrogazioni di ricerca di coloro che cercano informazioni su prodotti e servizi offerti a livello locale. Riuscire a intercettare i desideri di costoro dà un elevato tasso di conversione.

Perciò, è bene approfittarne, costruendosi magari un profilo su Google My Business: per una campagna di Local SEO, è sufficiente registrarsi comodamente sulla business directory di Google, inserire l’immagine, la posizione, l’indirizzo fisico, quello della homepage del sito internet, i recapiti telefonici e di posta elettronica, gli orari di apertura settimanali.

Qui i clienti possono postare le loro recensioni. Ottenere le tanto ambite cinque stelle, oltre a essere un buon biglietto da visita, consente al tuo business di decollare a livello locale. Occhio solo ad aggiornare l’indirizzo su Google My Business, a fronte di eventuali trasferimenti.

In caso contrario, a seguito di una query, il diretto interessato potrebbe non visualizzare il risultato in “vicino a me” oppure in riferimento alla località di turno.

Strumenti SEO perché è importante conoscerli?

Lo svolgimento di ogni attività professionale necessità degli strumenti opportuni. E il processo SEO non è di certo un’eccezione. I tool SEO vanno conosciuti a fondo da chi lavora nel campo, perché danno un apporto decisivo nel lavoro di ottimizzazione motori di ricerca.

In riferimento al connubio SEO e posizionamento, ecco alcuni degli strumenti imprescindibili:

  1. Google Analytics

Il ricorso a Google Analytics è sempre utile per avere una panoramica chiara circa i dati attinenti alle visite, ai contenuti visualizzati, alla frequenza di rimbalzo, alle tempistiche di permanenza sulle varie pagine web, alle parole chiave digitate prima di approdare al sito. Valutando cosa non va, si possono poi apporre i dovuti correttivi.

  1. Screaming Frog

In materia di ricerca SEO e di crawling di siti web, Screaming Frog è il non plus ultra. La sua logica di funzionamento non è poi tanto diversa da quella di un bot, visto che è in grado di restituire in tempi rapidi l’alberatura di un sito internet, procedendo in maniera efficace da un lato all’analisi dei dati e dall’altro alla pianificazione delle ottimizzazioni.

Vengono indicate le pagine web con titoli più lunghi o più corti del dovuto, testi duplicati, assenza di heading, peso e alt delle foto e errori 404.

La versione gratuita permette di scansionare sino a 500 URL. Tuttavia, l’acquisto della versione a pagamento merita davvero.

  1. Google Ads

In ambito SEO, e in particolar modo per la ricerca delle keyword, Google Ads è un must. I risultati, a prescindere dalla lingua e dalla località, sono eccellenti. La restituzione delle parole correlate e delle stime dei volumi di ricerca mensile danno enorme vantaggio competitivo al business. Il motivo? Sapere cosa cerca chi naviga sul web in riferimento a un dato settore è di certo utile.

  1. SEOZoom

Un progetto di analisi SEO e di keyword research, sviluppato da Ivano Di Biasi, che ha riscosso successo soprattutto in Italia, in Spagna e in Gran Bretagna. In molti, dalle agenzie SEO ai freelance, se ne servono per trovare le parole chiave giuste ai fini della stesura di un piano editoriale di successo.

Conoscere le keyword più in voga in un settore è utile nel momento in cui si creano schede prodotto, landing page e post di approfondimento sul blog aziendale. Ma non è tutto, visto che con SEOZoom diventa possibile analizzare URL e domini propri, oltre a quelli della concorrenza.

Insomma, per monitorare l’andamento delle parole chiave e il relativo posizionamento, si tratta di un tool SEO su cui puntare per fare il salto di qualità nel mondo del business. In una soluzione all-in-one, pianificare un piano editoriale di successo, constatare le fluttuazioni della SERP, ricercare le parole chiave più digitate e quelle non ancora coperte ma molto redditizie, migliorare la strategia di link building e tenere sott’occhio i competitor, grazie a SEOZoom, non è più utopia, ma un dato di fatto.

  1. Keyword.io

Un tool che traccia l’andamento delle parole chiave su Google, Yandex, Wikipedia, Amazon, YouTube, Bing e Alibaba.

Conclusioni:

In questa guida abbiamo parlato di SEO, adesso sicuramente sarai pronto a ottimizzare e posizionare il tuo sito web nei motori di ricerca.

Se farai un buon lavoro SEO, sarai ripagato con del traffico gratuito che ti aiuterà a vendere i tuoi servizi e i tuoi prodotti.

Quindi non ti rimane che iniziare a studiare la SEO nel dettaglio per applicarla al tuo sito web!

Per il momento è tutto.

Ciao a presto!

Raffaele

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